martedì 20 marzo 2012

Metamorfosi: al Carbone fino al 18 Marzo 2012

... Il fantastico diventa una forma di conoscenza. La narrazione di una metamorfosi, l'uscita da una condizione esistenziale complessa attraverso la forma liberatoria del segno.
Gianni Cestari


Video di Flavia Franceschini.

“Metamorfosi”, mostra collettiva a chiusura del ciclo delle tre mostre personali dedicate a Maurizio Bonora, Gianni Guidi e Sergio Zanni. "Incontri d'autore al Carbone. Tre mostre+1". Nell’occasione sarà possibile apprezzare le diverse poetiche che caratterizzano i tre Maestri ferraresi nel loro importante percorso artistico.

Galleria del Carbone
via del Carbone, 18a Ferrara
orario: ore 17,00 - 20,00 chiuso martedi'
Ingresso gratuito

sabato 10 marzo 2012

Le antiche ceramiche giapponesi


Le caremiche Jōmon (縄文式土器 Jōmon-shiki Doki) sono un tipo di antichi vasellami che vennero prodotti durante il periodo Jōmon in Giappone. La parola “Jōmon” (縄文) significa "motivo a corda" e descrive le decorazioni che sono state impresse sopra l’argilla prima della cottura, avvenuta a circa 600-900 °C. Il periodo Jōmon è suddiviso in sei sotto-periodi. Le ceramiche prodotte in Giappone durante il periodo Jōmon sono generalmente considerate le più antiche al mondo.
Paleolitico: 35.000–14.000 a.C.
Jōmon: 14.000–300 a.C.
Yayoi: 300 a.C.–250 d.C.



Dal 300 a.C. la cultura Jōmon viene lentamente rimpiazzata dalla cultura Yayoi. Le ceramiche Yayoi si differenziano da quelle Jōmon per le semplici decorazioni e in quanto prodotte al tornio mentre quelle Jōmon a mano.
Durante questo periodo in Giappone si sviluppa una società basata principalmente sull’agricoltura. Lo sviluppo della coltivazione del riso portò a profondi cambiamenti socio-economici e culturali. All’inizio del periodo Yayoi le ceramiche del Giappone occidentale sono molto differenti rispetto a quelle del Giappone orientale, a causa delle influenze tecniche e culturali con il vicino continente asiatico.
Le ceramiche Yayoi sono caratterizzate da maggiore semplicità rispetto a quelle Jōmon, erano modellate con argille più fini e cotte a temperature più elevate.


sabato 21 gennaio 2012

PERFHUMANCE: odori e viste attorno all'Arte

LA DOMANDA
Può la vista raggiungere l’arte assimilando ogni concetto precedente alla produzione artistica? Empiricamente non è comprovabile, ma sicuramente il “concetto” sotteso ad ogni creazione contemporanea sfugge al semplice approccio visivo… ma che dire di quello olfattivo?
Se alla vista si aggiungesse l’olfatto per svelare l’idea dell’arte prima ancora delle sue forme concrete potreste trovarvi coinvolti in PERFHUMANCE, Odori e Viste attorno all’Arte. Angelo Orazio Pregoni, Naso di O’DRIÙ, ricondurrà all’arte attraverso emozioni olfattive: 4 diverse perfomance dove ognuno potrà scoprire i fraintendimenti del semplice vedere, vivificando qualsiasi concetto archetipo dell’opera stessa per comprenderla sino in fondo.


LA CORNICE
La settimana della moda ed il cuore culturale di Roma: Ulisse Gallery a due passi da piazza di Spagna 27 gennaio 2012, ore 18.00.
GLI ODORI
4 stanze e 4 fragranze: LABRAZO, LACCORDO, LONCIALE, LIDEALE.
4 Artisti ma un solo Naso per gli afrori delle opere di Ugo Attardi, i Sentori delle opere di Gianfranco Goberti i grafismi olfattivi delle opere di Sidival Fila ed infine gli odori delle utopie di Giorgio Galli che si potranno vivere attraverso il senso più immaginifico dell’uomo: l’olfatto.

La fragranza LACCORDO è in “sintonia” con le suggestioni dei lavori di Gianfranco Goberti. LACCORDO è un’opera di alta profumeria elegante e sfrontatamente dandy. Un profumo per chi viaggia con l’anima fuori di sé, per esplorare se stesso come un Gulliver qualsiasi naufragato su una terra sconosciuta.

Le 4 creazioni esclusive saranno realizzate in 4 esemplari ciascuna e disponibili presso l’atelier di profumeria artistica Campomarzio 70, dove la mostra proseguirà con l’esposizione e l’offerta di un’opera per ognuno dei 4 artisti.

 

giovedì 29 dicembre 2011

L’anomalia climatica del Medioevo

Se il Medioevo sia stato certamente un “periodo caldo”, o meramente “un’anomalia climatica” o qualcosa di differente può essere materia di studi locali, scala dei valori esaminati, metodi analitici applicati. Recenti ricerche paloclimatologiche hanno fornito informazioni da differenti prospettive analitiche di questo affascinante periodo climatico.



Le ricerche riguardanti il clima del Medioevo iniziarono negli anni ‘60. Motivato da ricerche storiografiche sul Medioevo Hubert H. Lamb (1965) documentò l’incremento nella frequenza relativa di episodi caldi principalmente attorno all’Atlantico settentrionale e l’aumento di precipitazioni durante le stagioni fredde sulla Gran Bretagna (Lamb, 1965). Lamb documentò per primo l’Epoca Calda Medioevale (Medieval Warm Epoch) che successivamente chiamò Periodo Caldo Medioevale (Medieval Warm Period) che terminò circa nel 1300. Riconobbe che le evidenze implicavano che a causa “… del cambiamento dei venti da ovest, le rotte delle depressioni climatiche avrebbero dovuto avere una posizione media a nord della posizione attuale (1900-1939) (uno spostamento che probabilmente implica meno ghiacci marini)” (Lamb, 1965, 1969). Lamb enfatizzò quindi la relazione fra i cambiamenti nel clima di superficie e nella sua circolazione e l’idea di modesti ma persistenti cambiamenti nella circolazione invernale sopra l’Atlantico settentrionale e l’Europa durante i periodi medioevali.
Successivamente LaMarche (1974) usò la dendrocronologia ed altri dati per dedurre i cambiamenti climatici durante l’Olocene superiore nelle White Mountains californiane. Le sue analisi indicavano che le condizioni erano predominatamente più calde e secche dal 1000-1300, e più fredde ed umide dal 1400-1800. Mostrò che tali cambiamenti potevano venire spiegati da un movimento nord-sud delle rotte dei temporali/tempeste sopra la regione californiana. LaMarche indicò che la transizione dal Periodo Caldo Medioevale a quello successivo del Little Ice Age (LIA) sopra gli Stati Uniti occidentali era sincrona con quella riconosciuta da Lamb (1965) per il Nord Atlantico e l’Europa Occidentale, indicante quindi un possibile cambiamento globale nelle condizioni di circolazione climatiche.
Le più recenti ricostruzioni e simulazioni mostrano un chiaro periodo caldo sia estivo che invernale in Europa fra il 900 ed il 1050 durante il MCA (Anomalia Climatica Medioevale). La circolazione atmosferica mostra venti da occidente più forti che portano aria calda nel nord Europa durante il MCA, principalmente in inverno. Nella simulazione di Guiot et al. (2010) i venti occidentali sono più deboli in estate ed un flusso verso nord trasporta aria dall’Africa al centro del Mar Mediterraneo e sud Europa durante il MCA, contribuendo al riscaldamento simulato. Le prove di un clima generalmente più secco dal 1000 al 1200 sono riportate in vari studi. Le estati più umide sono state trovate durante il 13° e 14° secolo e possono essere aggiunte alle ampie carestie nel nord/centro Europa di quei momenti. In più, quelle estati possono aver contribuito alla seconda plaga pandemica, la peste nera.


Studi dendrocronologici e sulla biodiversità delle associazioni floristiche eseguiti in Europa rivelano che le temperature durante il MAC erano verosimilmente più alte che durante il 20° secolo, che i cambiamenti idroclimatici medioevali hanno talvolta ecceduto le recenti variazioni termiche e che le prove di un chiaro modello spazio-temporale del MCA rimangono ancora enigmatiche.

Per approfondimenti, consultare:
Lamb, H.H., 1965: The early medieval warm epoch and its sequel, Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology, 1: 13-37.
Bradley, R.S., Hughes, M.K. and Diaz, H.F., 2003: Climate in Medieval Time, Science, 302: 404-405.

http://www.pages-igbp.org/products/newsletters/ref2011_1.html

venerdì 23 dicembre 2011

Neanderthal: cavernicoli, bruti, si ma con il senso dell'estetica

Cavernicoli, bruti, primitivi sì, ma con il senso dell'estetica. Nella Grotta di Fumane, in Veneto, è stato rinvenuto un «laboratorio» di piume ornamentali con le quali si abbellivano nientemeno che gli uomini di Neanderthal. Tutti i particolari della sensazionale scoperta sono pubblicati sul nuovo numero della rivista «Archeologia Viva» (Giunti Editore).




La storia dell'uomo di Neanderthal, cugino estinto di Homo sapiens, la specie cui apparteniamo, continua a riservare colpi di scena. L'ultimo, in ordine di tempo, arriva dal buio della Grotta di Fumane, nelle Prealpi Venete, dove i nostri lontani parenti, si è scoperto, lavoravano ossa e piume di volatili per farsi belli. Che l'uso della scheggiatura per i neandertaliani non avesse segreti lo sapevamo da tempo, ma che la finalità potesse essere, in certi casi, puramente estetica è una novità assoluta. Sono i reperti riportati in luce grazie alle ricerche condotte a Fumane dall'Università di Ferrara (Sezione di Paleobiologia, Preistoria e Antropologia) a scrivere una pagina inedita e piena di curiosità su un aspetto della vita dei Neanderthal a cui non avremmo mai pensato. Le ricche testimonianze conservate nei depositi della grotta veneta forniscono una precisa documentazione sulla componente «vanitosa» dei nostri cugini, colonizzatori del continente europeo durante l'ultima epoca glaciale, scomparsi tra 50 e 40 mila anni fa sotto la inesorabile pressione antropologica della nostra specie.
Ormai abbiamo le prove che anche per l'uomo di Neanderthal l'occhio voleva la sua parte. E non stupisce, a questo punto, spiega Peresani, che alle penne spesso venissero aggiunti altri abbellimenti, tra cui artigli solitamente di aquila reale, la padrona dei cieli, la preda più bella ed ambita.

venerdì 11 novembre 2011

Fino a 40 mila anni fa vivevano insieme almeno cinque specie diverse di Homo, tra cui il Neanderthal

Cosa pensò l'uomo che dipinse questa pittura rupestre? Già in questa espressione artistica è racchiusa l'avventura dell'Uomo che ancor oggi non ha risposte.

mercoledì 2 novembre 2011

I 100 più potenti nell'arte contemporanea

ArtReview ha stilato la classifica dei 100 personaggi più potenti nel mondo dell’arte, in base a diversi criteri, dall’influenza nella produzione, ai risvolti economici, ma anche sociali, valutati nell’attività svolta nell’ultimo anno.
In vetta alla classifica troviamo un artista, Ai Weiwei. Ecco gli altri: